artisti 2025

L’immaginazione diventa territorio di esplorazione e trasformazione, dimensione in cui il reale si espande, si reinventa e si apre a nuove visioni, rivelando tutte le sue sfumature tra sogno, intuizione e libertà creativa.

Ho studiato canto e musica per più di dieci anni e ho iniziato a esibirmi dal vivo sin da bambina. Nel 2018 ho vinto l’Umbria Voice Music Festival, una tappa fondamentale che mi ha permesso di produrre i miei primi inediti e mi ha portata a contatto con il mondo della musica professionale e con Sanremo Giovani. Negli anni successivi ho collaborato con il produttore Deaf per un progetto elettronico internazionale sotto contratto con l’etichetta londinese 152 Records.

Nel 2024 ho dato vita al mio progetto cantautorale ariasonoio, un viaggio sonoro ed emotivo ispirato ai quattro elementi della natura. Il mio primo singolo, Mi confondo con l’Aria, ha vinto il Premio Miglior Testo al Tributo d’Autore di Terni, mentre il secondo brano, Riva, è uscito a giugno 2025, prodotto da Daniele Ghiandoni.

Il mio progetto, ariasonoio, nasce dal bisogno di raccontare fragilità invisibili, emozioni nascoste e stati interiori complessi. Ogni brano è una traduzione sonora di uno dei quattro elementi della natura — Aria, Fuoco, Terra e Acqua — e rappresenta un diverso modo di esistere. La musica è il filo che li unisce, il quinto elemento che rende possibile il viaggio interiore ed emotivo. Attraverso la mia arte voglio creare uno spazio di ascolto e comprensione, un luogo dove chi si sente invisibile possa finalmente trovare voce e riconoscersi.

Sono Claudia Cantone. Per me l’arte è un’alchimia vera: trasformo emozioni e lotte personali in modo di comunicare e condividere con gli altri.
Il mio cammino artistico nasce dal clown e dal teatro, dove ho imparato a usare il corpo e la voce per raccontare storie che parlano al cuore. Creo arte perché sento il bisogno di esprimere ciò che a volte è difficile dire a parole, e perché voglio sfidare le paure e i limiti che ci tengono prigionieri, dentro e fuori.
L’arte è la mia forma di lotta, ma anche di incontro e di liberazione, un modo per connettermi con chi guarda e per farci sentire meno soli. La mia vita è cambiata quando ho incontrato il clown come mezzo artistico e modo di essere. Da poliziotta a clown. Mi sono formata con insegnanti internazionali come jango Edwards, Leo Bassi ed altri. Ho creato una mia metodologia CREA.L.K.E.M.I.A
con cui accompagno le persone nel processo creativo.

Memorie Rifugiate Spettacolo di strada – durata: 30 minuti Una valigia. Un mappamondo. Un podio vuoto. E un’allarme nucleare, una pagliaccia che cerca rifugio. Da chi? Da cosa? Forse da una guerra. Forse dal passato. Forse da sé stessa. Tra fughe goffe, discorsi interrotti e geografie che non tornano, “Memorie Rifugiate” è una corsa tragicomica nel caos della Storia e della memoria. Un racconto muto e gestuale, dove ogni inciampo è un tentativo di resistenza. Perché ridere, a volte, è l’unico modo per non sparire. Per non dimenticare che la guerra non è mai giusta.

Artista informale da 25 anni, negli ultimi 5 ho dedicato una parte importante del mio lavoro alla ricerca dello “spazio abitato” in cui entrare a piedi nudi. Farine, sabbie e pigmenti sono alcuni dei miei strumenti di lavoro con i quali voglio creare un ponte con il macrocosmo collettivo.

La mia ricerca artistica si basa sullo studio dell’inconscio individuale e collettivo, dal quale faccio emergere, a seconda dei materiali scelti, elementi di un vissuto “altro”, lontano da noi ma sempre leggibile, individuabile, osservabile. Attraverso la rielaborazione del materiale inconscio infatti, linee, paesaggi e stratigrafie accompagnano il visitatore nelle molteplici possibilità di osservare quelle linee di confine che, messe imposte richieste o tolte accompagnano il lettore al contatto con i propri limes.

È un gioco che porta a seguire un percorso archeologico, uno scavare, un setacciare tra le viscere della terra e quelle dell’uomo. Una ricerca viscerale, esoterica, in diretta relazione con l’inconscio personale e collettivo per raccontare caos e ordine, provocazione e controllo, con il desiderio di attivare nel lettore una ricerca personale attraverso il sentire.

Nel 2019 apro ONIRIC STUDIO: oltre ad essere il mio spazio sacro è anche un luogo aperto per incontri individuali e collettivi che permettono di osservare se stessi attraverso immagini che emergono dall’inconscio.

Dal 2022 mi approccio al metaverso: dalla materia alla sua smaterializzazione il mio incontro con la NFT Art e la A.I. Art.

 

Appunti di una vita è una performance in cui invito il pubblico a scrivere sulle parole che li hanno feriti. Hanno lasciato un segno. Una volta vengono lavate via, una ad una, in liberazione e guarigione.

Partecipativa e catartica, strisce di lenzuolo bianco. Insulti, giudizi, frasi che – scritte – queste parole: un gesto simbolico. Attraverso questa consapevolezza, sulla pelle, le parole possono non portarne più. Rito collettivo, si trasforma la memoria in possibilità di rinascita.

Atto intimo e politico, che ci ricorda quanto possiamo colpire ma anche quanto possiamo scegliere di liberarci del peso. Dolore in parole, parole da cui possiamo scegliere di liberarcene.

Studio la video arte da diversi anni e lavoro a tempo pieno con il video nella comunicazione culturale e nei documentari. Il percorso di affiancamento di una produzione propria è sempre più necessario e concreto: la mia ricerca parte dal linguaggio (visivo e tecnico), ma coinvolge poi necessariamente suggestioni ed ambiti come il teatro, il corpo, la fiaba e gli archetipi culturali.

Nel 2024 ho dato vita al mio progetto cantautorale ariasonoio, un viaggio sonoro ed emotivo ispirato ai quattro elementi della natura. Il mio primo singolo, Mi confondo con l’Aria, ha vinto il Premio Miglior Testo al Tributo d’Autore di Terni, mentre il secondo brano, Riva, è uscito a giugno 2025, prodotto da Daniele Ghiandoni.

L’opera mette sotto sforzo la capacità di immaginazione rompendo progressivamente l’inganno della persistenza retinica, nel tentativo di innescare una fiaba senza raccontarla. Sottraendo fotogrammi al video, portiamo a livello critico la capacità di colmare i vuoti quando solitamente siamo abituati a perderci nell’illusione che non esistano.